Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > Il Triangolo si, l'avevo considerato I° Parte
trans

Il Triangolo si, l'avevo considerato I° Parte


di DAVI_DXXL
09.02.2026    |    2.030    |    2 8.9
"David colse nella sua voce una sfumatura nuova, una luce sottile che tradiva eccitazione e controllo..."
Andrea, nella sua città, non aveva mai osato provare nulla di simile, se si esclude una piccola ma illuminane esperienza a una festa di carnevale. In quell’occasione, fingendo che fosse solo una goliardata, aveva indossato abiti femminili per la prima volta. Fu un episodio breve, ma sufficiente a fargli comprendere molto di sé.
Con la ragazza dell’epoca avevano deciso di vestirsi invertendo i ruoli. Era stata un’idea di lei, un gioco nato quasi per scherzo, che però aveva acceso in Andrea un’emozione inattesa e travolgente. Per non mostrarsi troppo entusiasta, aveva inizialmente sminuito la cosa, fingendo indifferenza.
La loro storia finì poco dopo, ma quel desiderio rimase, silenzioso e persistente.
Andrea era sempre stato attratto in particolare dal nylon: calze velate, collant sottili, quelle trasparenze che lasciavano intuire più di quanto mostrassero. Spesso rubava qualche indumento dal cesto della biancheria della sua ragazza. Si eccitava al tatto del tessuto, alla sua leggerezza sulla pelle. Nei momenti di solitudine, li annusava, li stringeva tra le mani, cercando in quel contatto un piacere sempre più intenso, fino a perdersi completamente. Immaginava il suo corpo semicoperto da quell’intimo, e con il palmo della mano accarezzava il suo piccolo pene, provando un piacere intenso fino a gettare sul tessuto delle calze il suo seme.
Quel segreto, coltivato nell’ombra, diventava ogni giorno più ingombrante, più urgente.
Da mesi ormai era single e continuava a indossare l’intimo che la sua ex aveva dimenticato di portare via. Quei capi erano diventati i suoi feticci, un rifugio e una tentazione continua, utili per indossarli la notte e immaginarsi come una donna desiderata, e macchiando le mutandine con il suo liquido pur non avendo erezioni.
Fu in quel periodo che conobbe Giulia, crossdresser da anni, tra loro nacque subito una forte complicità. Andrea trovò in lei l’unica persona alla quale riuscì a confessare quella parte nascosta di sé. Giulia non si stupì. Al contrario, si propose di guidarlo, di accompagnarlo in quel percorso e fargli scoprire cosa significasse sentirsi davvero femminile.
L’idea lo eccitava e lo spaventava allo stesso tempo. Gli mancava solo il coraggio. Col tempo, però, accettò, a patto di iniziare da zero, senza forzature, lasciandosi la libertà di spingersi oltre solo se, se la fosse sentita. Cominciarono dall’abbigliamento. Per Andrea fu una scoperta meravigliosa: scegliere, confrontare, immaginarsi in quei vestiti. Dopo lunghe ricerche acquistò abiti aderenti, gonne, collant, autoreggenti. Poi lingerie in pizzo, babydoll sensuali.
Giulia si divertiva quanto lui, e più Andrea accettava di osare, più lei rilanciava. Per le scarpe propose stivali neri sopra il ginocchio, con tacco largo, e sandali neri a punta aperta, con cinturino alla caviglia e tacchi sottili.
Una volta a casa, Andrea non perdeva occasione per indossare tutto. Le sue preferenze erano le calze da reggicalze, velatissime, in colori delicati. Da quel momento nulla fu più come prima. Il contatto del nylon sulla pelle lo ossessionava. Ogni giorno non vedeva l’ora di rientrare, spogliarsi e liberarsi di tutto ciò che era maschile e iniziare il suo maniacale rito, avvicinare i piedi alla bocca, leccarli e annusare l’aroma di nylon, immaginarsi la donna di un uomo sconosciuto, e nel mentre strofinare il suo piccolo pene contro la stoffa della lingerie, fino a quando non raggiungeva un orgasmo di pochi fiotti di sperma per sentirli scorrere sulla sua pelle.
Il travestimento divenne parte di lui. La sua componente femminile prendeva sempre più spazio, fino a imporsi. Il nylon non era più solo un tessuto. Quando Andrea lo faceva scorrere tra le dita sentiva il respiro cambiare, il corpo rispondere prima ancora del pensiero. Era la premessa di qualcosa che non aveva mai osato vivere davvero. Chiudeva gli occhi, lasciava che la fantasia prendesse il sopravvento, immaginandosi osservato, desiderato. L’eccitazione cresceva proprio lì, in quella zona ambigua tra le sue gambe e le sue mani, fino a sentirle bagnate del suo stesso seme.
Giulia non aveva fretta. Sapeva che l’attesa era parte del gioco, che lasciare Andrea sospeso, confuso, eccitato e fragile lo rendeva più ricettivo. Ogni gesto, ogni parola ambigua era studiata per spingerlo un passo più avanti, senza mai dirgli esplicitamente dove stava andando.
“Devi imparare a lasciarti guardare”, gli diceva.
E Andrea sentiva il corpo reagire prima ancora di capire.
Una sera con Giulia provarono trucco, acconciatura e vestiti. Andrea aveva i capelli medio-lunghi e chiari; li stirarono, li pettinarono con una piega morbida sul viso, fissata da una molletta. Il trucco era leggero ma studiato. Quando indossò il vestito e si guardò allo specchio, il cuore gli balzò in gola.
Davanti a lui c’era una donna. Un corpo tonico, un sedere sodo, un viso illuminato da grandi occhi azzurri esaltati dal make-up. Andrea sorrise senza riuscire a trattenersi. Anche Giulia lo osservava compiaciuta. Poi disse con naturalezza: “Sei bellissima. Non immaginavo così tanto…davvero.”
Quelle parole lo attraversarono come una scossa.
Il travestimento smise di essere un gioco. Diventò identità.
Quando Giulia lo truccò per la prima volta con attenzione vera, quando sistemò i capelli, quando Andrea si guardò allo specchio senza abbassare lo sguardo, capì che stava attraversando una soglia. Non era più solo fantasia. Era identità che prendeva forma.
Il pensiero di un uomo, del suo primo vero incontro, cominciò a farsi strada nella sua mente…


Quando David e Giulia si incontravano, le loro conversazioni erano sempre intime. Parlare di desideri nascosti era naturale, quasi inevitabile.
Un giorno, a casa di Giulia, seduti in terrazza a fumare una sigaretta, David indicò distrattamente i tre cani che gironzolavano nel giardino: un maschio e due femmine. David sorrise, con una punta di malizia, e commentò:
«Magari adesso si fanno scopare entrambe da quel bel maschietto arrapato.»
Giulia rise piano, poi lo guardò di sbieco.
«Ti eccita l’idea di farlo in tre?»
La domanda rimase sospesa nell’aria, carica di sottintesi.
David, con un sospiro lento, rispose:
“È una fantasia che ogni volta che si presenta l’occasione mi eccita molto.”
David si sentì incoraggiato a osare di più.
“Essere al centro dell’attenzione, e vedere anche le altre due persone che si lasciano andare mi fa salire il sangue alla testa”
Giulia aggiunse : “E se fosse possibile farlo insieme a te?” chiese, con voce bassa e decisa.
David colse nella sua voce una sfumatura nuova, una luce sottile che tradiva eccitazione e controllo.
Giulia si avvicinò e gli leccò voluttuosamente l'orecchio e infilò una mano nella camicia sbottonandola, mentre con le dita gli accarezzava i capezzoli. David la prese per i capelli, la baciò facendole sentire tutta la lingua in bocca. Lei allargò le braccia come per lasciarsi andare e fece scivolare la mano sulla patta dei pantaloni dell’uomo. La infilò dentro e iniziò ad accarezzare quel membro che sentiva crescere tra la stoffa degli slip. Si chinò ai piedi di David, liberandogli il cazzo che ormai già svettava con la cappella fuori dall’elastico degli slip. Ci sputò sopra e iniziò a leccarlo tutto intorno, e se lo fece scivolare in bocca. Lo ingoiò tutto, dalla cappella alle palle. Lei ansimava, con i suoi mugolii soffocati dal cazzo che si stava gustando in bocca.
Dopo averla scopata in bocca, David le prese il viso tra le mani la guardò, fece un sorriso per compiacersi del buon lavoro fatto e la fece sdraiare sul lettino, le alzò la gonna, le allargò le gambe, mettendole il culo in bella vista, lo lubrificò con la lingua e quando fu ben bagnato gli infilò il suo cazzo tutto dentro, fino a farle sentire le palle sbattere dietro. La scopava con intensità, il cazzo di David entrava ed usciva da quel culo come un cavallo in calore. La sentiva urlare, la conosceva bene, quando faceva così, era un invito a non smettere.
Dopo averla presa da dietro, la fece sedere sopra di lui, e quando fu pronta, Giulia prese tra le mani il cazzo di David e lo guidò fin dentro al buchetto di quel meraviglioso culo. Lei emise un gemito di piacere e soddisfazione. David cominciò a scoparsela come se non ci fosse un domani, mentre lei, sotto i colpi, gridava: ”Si, si, così, così, daiiii, scopami, sono una troia, sono la tua zoccola.”
Se la scopò in tutte le posizioni possibili. Poi la prese e la sbattè sul pavimento, e mentre lui le faceva sentire nel corpo il suo membro marmoreo, Giulia prese un plug, fece capire che voleva avere un altro cazzo dentro di se.
David iniziò ad allagarle la figanale, sapeva come eccitarla, sapeva che in quel modo l’avrebbe portata al limite. Quando si aprì bene, le infilo il plug e il cazzo dentro. La ridusse uno straccio. Era completamente piena, appagata, soddisfatta di sentirsi cosi troia, senza più freni inibitori.
Dopo intensi e lunghi minuti , la fece girare e, chinare ai suoi piedi, le fece aprire la bocca, e da li a poco dei fiotti intensi iniziarono a colpire, labbra, lingua e gola.

Giulia si pulì accuratamente le labbra, ingoiando quello che era rimasto sul palato e sulla lingua e poi disse:
“Dovrebbe essere qualcuno o qualcuna di cui mi fido.”
Poi aggiunse: “Conosco una persona. Vive fuori, torna spesso qui. Potrebbe fare… al caso nostro..., si chiama Andrea”

Fine Prima Parte.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il Triangolo si, l'avevo considerato I° Parte:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni